Speciale Venezia .61
Steamboy

FUORI CONCORSO
Credits
Regia: Ōtomo Katsuhiro
Sceneggiatura: ŌTOMO Katsuhiro, MURAI Sadayuki
Produzione:
Sunrise /
Bandai
Durata: 110'
Anno: 2004
Dopo quasi sedici anni da Akira, il maestro dell’animazione giapponese, Otomo Katsuhiro, ci regala un nuovo lungometraggio animato.
Ambientato nella Londra vittoriana, durante la seconda rivoluzione industriale, la storia vede protagonista Ray Steam, un giovane inventore promettente, figlio di una dinastia d’inventori (padre e nonno). Tutto il film ruota attorno al possesso di una misteriosa sfera metallica progettata dal nonno, in grado di liberare un’energia immensa, e al rapporto del ragazzo con il padre (conflittuale) e con il nonno (d’amicizia). Ciò che colpisce fin da subito, è l’incredibile lavoro speso per la realizzazione di questa pellicola. Il massiccio uso dell’animazione 3d, è integrato perfettamente con le tecniche d’animazione tradizionale, le tonalità non certo sgargianti dei colori scelti per il film, si sposano perfettamente con la fumosa Londra di fine secolo. Lo spettatore non può, non essere coinvolto nel turbinio di esplosioni e di azione serrata che compongo il film. Tuttavia, dal regista di Akira, era lecito aspettarsi qualcosa di più, soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura. Akira oltre ad essere un film d’animazione sperimentale dal punto di vista grafico, portava con sé una storia in grado di sollevare domande non indifferenti sul binomio uomo-futuro. Questo è ciò che manca in Steamboy, tutto il film sembra essere in funzione dell’apparato tecnico-spettacolare e la il film ne risente parecchio.
(Paolo Negrinotti)
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