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Speciale Far East Film 8

FAR EAST FILM

Il Giappone

di Luca C. Sansoè

Always - Susnet on Third Street Linda Linda LindaNANARampo NoirOkami ShojoRoad to TorinoTokyo ZombieShinobiThe Guy who starded a stormJissoji: Murder on D StreetThe Glamourous Life of Sachiko SakaeBitter Sweet Imprint

Il Giappone al FEFF8 era come sempre ampiamente rappresentato: otto titoli sottoposti al giudizio del pubblico; due pinku eiga di Meike Mitsuru,  due film degli anni 90 del visionario Jissoji Akio e ovviamente Imprint di Miike Takashi ad aprire le danze. A questi già abbondanti 13 film si aggiungono altri otto titoli giapponesi selezionati per la retrospettiva "Asia canta! Panoramica del musical asiatico", di cui sei firmati dal vecchio maestro Inoue Umetsugu, ospite d'onore del festival.

Insomma il cinema giapponese ancora una volta protagonista del Far East Film Festival (solo la Corea del Sud era presente con altrettanti film, se non contiamo i musical) e ancora una volta dimostra di mantenere, dai memorabili anni 90, un buon livello di qualità oltre che di quantità (356 film giapponesi usciti nelle sale nel 2005, 46 più dell'anno precedente, quasi uno al giorno!).

Ci siamo proposti, quest'anno, di trasformare i film giapponesi del concorso in utili pillole, quindi eviterò qui di dilungarmi troppo sui singoli titoli. Basti dire che Linda Linda Linda di Yamashita Nobuhiro e Always – Sunset on Third Street di Yamazaki Takashi hanno ottenuto, rispettivamente, il secondo e il terzo posto. Il primo si è rivelato uno dei più bei (se non "il più bel") film di questa edizione, riuscendo ad entusiasmare, commuovere e divertire con grande abilità, senza trascurare una regia notevolissima e un approccio ai personaggi sorprendente e originale. Aiutato, inoltre, da un gruppo di attici stellare, per bravura e abilità, capitanato da una Bae Doo-na, nel ruolo di Song, coreana ospite di una scuola giapponese, davvero travolgente. E' davvero apprezzabile che un film così sia stato gradito più di Always. Con questo non voglio dire che il film di Yamazaki sia brutto, tutt'altro. Ma certo si tratta di un melodrammone nella più pura tradizione giapponese, in altre parole un fiume impetuoso di lacrime e commozione per le semplici e oneste vite di uomini e donne di buona volontà. Qualche volta un film così fa bene al cuore, ammettiamolo. Inoltre, insieme a When The Show Tent Came to My Town  di Fukagawa Yoshihiro, conferma ancora una volta che i registi giapponesi sono da sempre i più bravi al mondo nel dirigere i bambini (pensiamo agli straordinari protagonisti dei primi film di Ozu o a tutto il cinema di Shimizu Hiroshi).

Un discorso a parte meritano i pinku di Meike Mitsuru. Il FEFF è sempre stato molto attento al peculiare genere erotico giapponese, a cui nell'edizione 2002 dedicò lo spazio di mezzanotte. Vorrei riportare l'incipit della scheda di Bitter Sweet scritta da Mark Shilling perchè mi sembra una descrizione sintetica ed efficace di Meike e del genere che frequenta:

"Meike Mitsuru realizza film pink a basso costo per i vecchi arrapati che frequentano i cinema pidocchiosi del quartiere a luci rosse di Tokyo, un'attività che ha le stesse prospettive future del giornalismo stampato (sic!). Ma la natura relativamente poco esigente della clientela (finchè vedono una scena di sesso simulato più o meno ogni dieci minuti sembrano essere contenti) permette a Meike e agli altri registi di film pink una discreta quantità di libertà per sperimentare, e dedicarsi anche al lavoro serio."

The Glamorous Life Of Sachiko Hanai e Bitter Sweet sono decisamente due pinku anomali. Il primo supera anche la durata standard del genere, 60 minuti, che ne permette agilmente la doppia programmazione nelle sale. Nei 90 minuti di The Glamorous Life Of Sachiko Hanai, sotto le mentite spoglie di un film erotico,si nasconde un opera intelligente, una commedia surreale, pungente e ironica, che ha il coraggio di mettere alla berlina, tra le altre cose e non senza un pizzico di amarezza, il potente George W. Bush. Forse, a dirla tutta, i 30 minuti in più non erano poi così necessari ma questo è davvero un ottimo esempio di quello che il bizzarro mondo dei generi giapponesi, e del ricco sottobosco home-video, possono offrire.

Inaspettatamente, rispetto alle premesse e alla fama che il primo film si è guadagnato nel circuito dei festival internazionali, Bitter Sweet si rivela invece il vero gioiellino di Meike. Un pinku di 60 minuti che si rivela un film straordinariamente intenso e malinconico. La normalità dei personaggi, delle loro azioni, dei loro sentimenti è resa con meravigliosa e sorprendente naturalezza. Le scene di sesso sono altrettanto naturali e forse per questo cariche di un erotismo insolitamente spontaneo e vitale.

Decisamente Meike va tenuto d'occhio (come ci ha caldamente consigliato il critico, nonché attore e amico di Miike Takashi, Shiota Akiko, se non altro per l'assonanza tra i due cognomi...).

Tutti i film giapponesi

Pink Movie: Tributo a MEIKE Mitsuru

Special Focus On: JISSOJI Akio

  • A Watcher In The Attic, JISSOJI Akio, 1994
  • Murder On D Street, JISSOJI Akio, 1997

EVENTO SPECIALE

  • Masters of Horror: Imprint, MIIKE Takashi, 2006

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