Speciale Far East Film 7
La retrospettiva di quest'anno al Far East Film di Udine è dedicata al Nikkatsu Action, con ben 16 film che ripercorrono 17 anni di intensa produzione, dal 1954 al 1971. Tutte le proiezioni della retrospettiva si terranno al nuovo Cinema Visionario (Via Asquini 33) che quest'anno si affiancherà al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Si torna quindi alla doppia sala, come ai tempi del Cinema Ferroviario, che permette certamente un numero maggiore di proiezioni, al Visionario sono infatti previste alcune repliche, ma che costringerà sicuramente a fare scelte difficili, sacrificando questo o quel titolo.
Ecco i titoli in programma:
Red Quay (Akai Hatoba, 1958) di Masuda Toshio
Rusty Knife (Sabita Knife, 1958) di Masuda Toshio
Season of Heat (Kyonetsu no Kisetsu, 1960) di Kurahara Koreyoshi
Tales of a Gunman: Quick Draw Ryu (Kenju Buraicho: Nukiuchi no Ryu, 1960) di Noguchi Hiroshi
Plains Wanderer (Daisogen no Wataridori, 1960) di Saito Buichi
Crimson Pistol (Kurenai no Kenju, 1961) di Ushihara Yoichi
Fast-Draw Guy (Hayauchi Yaro, 1961) di Nomura Takashi
Dirty Work (Rokudenashi Kagyo, 1961) di Saito Buichi
Glass Johnny (Glass no Johnny, 1962) di Kurahara Koreyoshi
Red Handkerchief (Akai Handkerchief, 1964) di Masuda Toshio
Black Tight Killers (Ore ni Sawaru to Abuanai ze, 1966) di Hasebe Yasuharu
A Colt Is My Passport (Colt wa Ore no Passport, 1967) di Nomura Takashi
The Velvet Hustler (Kurenai no Nagareboshi, 1967) di Masuda Toshio
Gangster VIP (Burai Yori Daikanbu, 1968) di Masuda Toshio
Roughneck (Arakure, 1969) di Hasebe Yasuharu
Stray Cat Rock - Sex Hunter (Nora Neko Rock Sex Hunter, 1970) di Hasebe Yasuharu
Segue un breve profilo storico della Nikkatsu dalle origini fino alla fine degli anni '60 e del periodo d'oro del Nikkatsu Action.
La Nikkatsu (1912-1971)
di lcs
La Nikkatsu è la prima e più vecchia casa di produzione cinematografica del Giappone, prima della sua nascita esistevano molte case produttrici, più o meno grandi, a conduzione famigliare. Nel 1912, infatti, quattro di queste case, le più grandi (Yoshizawa &Co, M-Pathe, Hukuhou-do e Yokota & Co) si fondono nella Dainihon Katsudōshashin SpA ovvero la Nikkatsu. Apre studi a Tokyo e a Kyoto e per trent'anni percorre da protagonista la storia del cinema muto giapponese, annoverando tra le sue fila registi come Mizoguchi Kenji. Il primo film sonoro con il marchio Nikkatsu arriva solo nel '33. L'anno seguente riporta i propri studi a Tokyo, dopo averli chiusi nel '23 in seguito alle devastazioni del terremoto del Kanto. Si specializza quindi in un cinema di stampo realista, spesso di ambientazione storica che si contrappone al dramma borghese tipico della Shōchiku. Nel 1942, non riuscendo ad adattare la propria produzione al clima politico del periodo bellico, che chiedeva soprattutto documentari di regime e film di guerra di impronta nazionalista, la Nikkatsu viene assorbita dalla neonata Daiei.
All'inizio degli anni '50 le grosse aziende di produzione sopravvissute alla guerra, Tōhō (e la sua filiazione Shin Tōhō), Daiei, Shōchiku e Tōei, si coalizzano in un sistema di produzione di massa di film dall'incasso sicuro, i cosiddetti Program Picture (Puroguramu pikuchua). Quando nel 1954 finalmente la Nikkatsu riesce a riprendere la produzione, si ritrova di fatto ostacolata dall'accordo tra le altre cinque grandi, soprattutto per l'ingaggio degli attori di successo ed è quindi costretta a trovare volti nuovi. Sono quelli che a partire dalla metà degli anni '50 spopoleranno su tutti gli schermi del Giappone, proprio nei cosiddetti Nikkatsu Action.
Nel 1956 esce Taiyō no keitsu di Furukawa Takushi, adattamento del romanzo omonimo di Ishihara Shintarō che all'epoca suscitò un certo scalpore, tanto che a metà degli anni '50 fu coniato il termine Taiyōzoku (clan del sole) per definire i giovani che si ribellano violentemente alla società e alle istituzioni. Tra gli interpreti il fratello dello scrittore, Ishihara Yūjirō che nello stesso anno sarà protagonista di Kurutta kajitsu (Nakahira Yasushi aka Kō), in un ruolo che lo lancia immediatamente come la star dei film d'azione e come prototipo di tutti i successivi personaggi della Nikkatsu e degli attori che li interpreteranno: Shishido Jo, Kobayashi Akira, Akagi Keiichirō, Watari Tetsuya. Uomini solitari e vagabondi, tutti d'un pezzo e sicuri di sé che si pongono ai margini della società borghese del dopoguerra, ribellandosi alle sue regole e alla sua morale.
Nella seconda metà degli anni '50 alla Nikkatsu lavorano molti registi giovani, pieni di ammirazione per Hollywood e allo stesso tempo per la Nouvelle Vague francese. Essi, desiderosi di allontanarsi dai modelli cinematografici precedenti, quelli dei maestri Mizoguchi e Ozu per intenderci, sono i principali artefici del rinnovamento del cinema giapponese, dai modelli espressivi ai temi trattatati, pur rimanendo sempre all'interno di una produzione industriale come quella dei Program Picture.
Negli anni '60 si parla persino di "film d'azione apolide" (mukokuseki akushon) in cui si mescolano suggestioni derivate tanto dal western americano, quanto dalla Nouvelle Vague francese, e addirittura dal Neorealismo Italiano. Questi registi, citiamo tra gli altri Saitō Takeichi, Masuda Toshio, Kuruhara Koreyoshi, vengono oggi giustamente considerati anch'essi esponenti di una Nouvelle Vague giapponese, insieme agli indipendenti Oshima o Yoshida. Essi lavorano e riflettono, più o meno consapevolmente ma in maniera non dissimile ai francesi, sul cinema più che sul reale (o si potrebbe dire su una realtà già filmata, ma qui mi fermo per pudore) e sulle sue infinite possibilità espressive e rappresentative. Con un diverso spessore intellettuale, forse, ma anche questo cinema, che noi chiamiamo di genere, aveva e ha un potere sovversivo derivato proprio dalla riscrittura dei linguaggi cinematografici.
In questo senso il caso Suzuki è l'esempio più lampante. Suzuki Seijun negli anni '60 lavora alla Nikkatsu all'interno dei Program Picture, girando film come Nikutai no mon (La barriera della carne, 1964), Irezumi ichidai (Vita di un uomo tatuato, 1965) o il meraviglioso Koroshi no rakuin (La farfalla sul mirino / Branded to Kill, 1967). Nonostante fosse già apprezzatissimo dalla cinefilia mondiale, il 25 aprile 1968 viene licenziato dalla Nikkatsu. Queste le motivazioni del direttore di allora, Hori Kyusaku: "Sukuzi Seijun è un regista che fa film incomprensibili. Di conseguenza i suoi non sono buoni film e proiettarli è per la Nikkatsu una vergogna. La Nikkatsu non può dare di sé l'immagine di una casa cinematografica che produce delle opere comprensibili solamente da una parte del pubblico. Così il 25 aprile abbiamo licenziato Suzuki Seijun. Da questo momento, per un po' di tempo sarà assolutamente vietato proiettare i suoi film…" A scopo di completezza riportiamo anche ciò che il direttore disse, pare, ad un vecchio amico di Suzuki che chiese spiegazioni sull'accaduto: "Non gli facciamo più il contratto perché è un regista capace solo di mandarmi in passivo, e siccome Suzuki Seijun non lo vorrà più nessuna casa cinematografica, puoi anche dirgli che vada ad aprirsi un ristorante di Soba"
Il licenziamento di Suzuki scatenò una vera ondata di proteste che si estese a macchia d'olio, coinvolgendo cineclub, studenti, associazioni di categoria dei lavoratori del cinema e registi indipendenti come Oshima e Wakamatsu. Oshima, a proposito dei comitati spontanei che sorsero per la protesta scrisse: "Perché, dunque, questo movimento richiamava tanti giovani? Ovviamente perché il caso Suzuki era quella scintilla che, con un colpo solo, metteva a nudo le contraddizioni strutturali insite nel cinema giapponese. […] Comunque non intendevo dire che i giovani si sono organizzati in un movimento perché la pensavano come Suzuki o perché simpatizzavano con lui. E' probabile che il movimento sia sorto in quanto essi sapevano che sarebbe stata un'occasione per parlare della loro idea di cinema."
Alla luce di una tale mobilitazione la Nikkatsu concesse nuovamente l'autorizzazione a proiettare i suoi film ma nonostante questo Suzuki rimase senza lavoro per molti anni. In ogni caso ciò che avvenne è il sintomo di quel radicale desiderio di cambiamento e rinnovamento del cinema che in Giappone si attuò a partire dalle fila dell'industria e dei grandi studi.
Concludo questo breve e certamente sommario profilo storico della Nikkatsu segnalando come la carica di rinnovamento del Nikkatsu Action non si fermò solo in Giappone ma raggiunse anche Corea e Hong Kong, dove molti registi, tra cui Nakahira Kō si recarono a partire dagli anni '70, influenzando in maniera decisiva quello che sarà l'Hong Kong Noir degli anni '80.
La Nikkatsu chiude i battenti nuovamente nel 1971, travolta da una crisi che per un decennio ha di fatto logorato tutte le grandi case. Riaprirà però già l'anno seguente, trovando una nuova miniera d'oro specializzandosi nel cosiddetto "romanporno", ma questa è un'altra storia.
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