| Korei | |
![]() Trama La vita di Kôji, un operatore del suono, e di sua moglie Junko, una medium, capace di entrare in contatto con i morti ma non di trovare un lavoro normale, viene sconvolta quando una bambina inseguita da un pervertito si rifugia nel baule degli attrezzi dello stesso Kôji. Junko decide di tacere sul ritrovamento della vittima e di fingere di collaborare con la polizia, sperando di ottenere la fama e il riconoscimento delle proprie doti. Purtroppo le cose non vanno come previsto, e la modesta ma tranquilla quotidianità della coppia verrà profondamente minata da una serie di disgrazie e dall'incarnazione di un senso di colpa sempre più pressante. |
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Credits Regia: Kurosawa Kiyoshi Sceneggiatura: Kurosawa Kiyoshi, Ooishi Tetsuya (dal romanzo Seance on a wet afternoon di Mark MacShane) Interpreti: Yakusho Kôji, Fubuki Jun, Kusanagi Tsuyoshi, Kishibe Ittoku, Kitaro, Ishida Hikari, Aikawa Shô Formato: 35 mm (16mm blow up) Durata: 97' Horror Anno: 1999 |
Commento Dopo il riconoscimento mondiale di Cure e la successiva svolta "autoriale", Kurosawa torna al film di genere con quest'opera girata per la TV, ma passata anche ad alcuni festival europei. Korei è il remake di Seance on a wet afternoon di Bryan Forbes, ma la regia è pienamente kurosawiana, e l'atmosfera è sicuramente più debitrice a The ring (il film è stato affidato a KK proprio per seguire la scia del successo di Nakata, ma il fantasma della bimba è anche più spaventoso di Sadako, nella sua immobilità e silenziosità). Nonostante la sceneggiatura più lineare e meno aperta del solito, e i modesti mezzi impiegati, si tratta di uno degli horror più agghiaccianti degli ultimi anni, nel quale la paura è suggerita soprattutto da giochi di luce ed ombra e da un uso del suono che mira a scarnificare e ovattare per amplificare spazi e rumori altrimenti inavvertibili. Allo stesso tempo, è un film malinconico e doloroso: come in molte altrie sue pellicole, il regista si concentra molto sul rapporto di coppia, e soprattutto sul suo disfacimento, conseguenza di una mancanza che i due membri non sanno riempire appropriatamente. (giacomo) |
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Giudizio: |
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