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Maison de Himiko
locandina

Trama

Himiko era il nome di uno dei locali gay più noti della Tokyo degli anni '70, ritrovo del jet set più trasgressivo ed alla moda, gestito da un'affascinante travestito che portava il nome del locale. Misteriosamente un giorno il locale chiuse e si persero le tracce di Himiko.
Oggi: Saori è una ragazza silenziosa e triste, sempre in cerca di un modo per sbarcare il lunario. Un giorno viene braccata dal giovane Haruhiko che le offre di lavorare per la casa di riposo per omosessuali Himiko, di proprietà di quel travestito così famoso negli anni '70.
Incidentalmente però Himiko è anche il padre di Saori...

Credits

Tit. or.: Mezon Do Himiko

Regia: Inudô Isshin

Sceneggiatura: Watanabe Aya

Fotografia: Tsutai Takahiro

Montaggio: Hirohide Abe 

Scenografia: Isoda Norihiro

Costumi: Kitamura Michiko

Musiche originali: Hosono Haruomi

Produttori: Asmik Ace Entertainment, IMG Entertainment

Cast: Odagiri Jô (Haruhiko), Shibasaki Kou (Saori Yoshida), Tanaka Min (Himiko), Aoyama Kira (Yamazaki), Hirokazu Inoue (Takao), Utazawa Torauemon (Ruby)

Durata: 130'

Giappone, 2005

Sito ufficiale del film: www.himiko-movie.com

Commento

Sin dal sul esordio JOSEE, THE TIGER AND THE FISH del 2003  Inudô Isshin ha posto il suo sguardo su storie programmaticamente insolite, nelle quali il confine fra ordinario e bizzarro diventa lo spazio per l'espressione di umanità semplici e toccanti. Così avviene anche in MEZON DO HIMIKO, dove l'inaspettato twist queer dato ad una storia da “Viale del tramonto”, si trasforma in una meditazione misurata e per nulla banale sul senso della famiglia e dell'identità. La giovane Saori lentamente e non senza difficoltà riuscirà a superare le sue rigidità di figlia abbandonata da un padre scopertosi gay, non prima di aver imparato a dare un nuovo senso alla parola famiglia, proprio dentro la nuova casa di suo padre e grazie all'aiuto dei suoi bizzarri ospiti. Inudô alterna momenti anche drammatici ad improvvisi e surreali siparietti comici che pongono il suo film in un improbabile ma azzeccatissimo punto di incontro fra il calore e gli slanci emotivi di Almodovar e la demenzialità ed il sentimentalismo glaciale di Kitano, dando vita ad una storia corale popolata di personaggi forse talvolta stereotipati, ma comunque ricchi di grandissima umanità. Da questo punto di vista è assolutamente splendida l'interpretazione del personaggio di Himiko data da Tanaka Min, noto per essere non a caso uno fra i più famosi bellerini Butoh al mondo (FGV)

Giudizio: 3 occhi

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