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Trama Ogni anno alcune persone raggiungono il luogo dove i loro cari, adepti di una setta religiosa, vissero fino al giorno del loro suicidio collettivo. Raggiunta la foresta, lasciano l’auto e continuano a piedi fino al lago. Dopo la piccola commemorazione i quattro non trovano più l’auto. I telefonini non hanno campo. Incontrano l’unico adepto della setta sopravvissuto, anch’egli lì per ricordare i suoi compagni e decidono insieme di raggiungere una baracca in riva al lago, una volta usata dai membri della setta. Attorno a un fuoco, la notte trascorre tra ricordi ed emozioni. Ciascuno è costretto a riaffrontare il penoso interrogativo e i cambiamenti che ha prodotto nelle loro vite. E al ritorno in città qualcuno si scoprirà diverso… |
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Credits Regia, sceneggiatura, montaggio: Kore-eda Hirokazu Fotografia: Yamazaki Yutaka Scenografia: Isomi Toshihiro Suono: Mori Eiji Interpreti: Arata, Asano Tadanobu , Iseya Yusuke, Natsukawa Yui, Riô, Terajima Susumu Produzione: TV Man Union, Engina Film, Japan Rental System Supplì, Imagica Corp. Durata: 132’ Anno: 2001 |
Commento Un fatto di cronaca (l’attentato della setta Aum nella metropolitana di Tokyo) diventa lo spunto per Kore-eda per proseguire il suo discorso artistico, una personale riflessione sullo stretto legame tra memoria e identità, sulla distanza esistenziale che separa sensibilità diverse anche se affettivamente molto vicine. Kore-eda lascia interagire gli attori seguendoli con la camera a mano e concedendo ampio spazio all’improvvisazione. I dialoghi affiorano da pause e silenzi, disturbati solo dai suoni della natura e della città; contrappunti visivi e sonori che dovrebbero far emergere una dimensione spazio-temporale altra. Purtroppo l’esito risulta meno convincente dei suoi due precedenti lungometraggi, Maborosi e After Life, nei quali Kore-eda era riuscito a raggiungere quell’equilibrio magico tra osservazione documentaristica e esigenze narrative. (cinzia) |
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Giudizio: |
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