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Evangelion: Death & Rebirth
The End Of Evangelion

Genere: Animazione/Fantascienza
Supporto: DVD-9
Formato: Zona 2, PAL 16:9
Durata: 95’ + 87’ (extra esclusi)
Editore: Panini Video
Prezzo base: 25 euro a disco
A distanza di otto anni dalla loro comparsa sui grandi schermi giapponesi arrivano, finalmente anche in Italia, i due lungometraggi cinematografici che concludono la serie anime più amata e discussa di sempre.

Il primo film è diviso in due parti: Death è un riassunto dei primi 24 episodi della serie Tv, un lavoro di montaggio anacronico eseguito in grande stile con l’aggiunta di alcune scene e inquadrature inedite nella prima messa in onda televisiva (poi integrate nella special edition), di altre ritoccate a livello tecnico e di altre ancora create in esclusiva, come i frammenti sulle prove del concerto scolastico. Rebirth è invece una sorta di anteprima di una ventina di minuti (si parte con Shinji in ospedale e si arriva fino all’attacco delle unità Eva delle Seele) di quello che è il “vero” finale cinematografico ovvero The end of. Quest’ultimo è a sua volta diviso in due capitoli, episodi 25’ e 26’, che sostituiscono (o si integrano, a seconda di quale sia la vostra interpretazione) agli ultimi due controversi episodi televisivi. Ma mentre questi avevano durata di 21 minuti (sigle escluse) i due episodi cinematografici durano quasi il doppio, ed essendo destinati alla sala sono realizzati su pellicola in formato panoramico. Sul loro natura si è già detto molto. Non essendo questo la sede opportuna per dibatterne mi limiterei a segnalare che mentre l’episodio 25’, Air, presenta una narrazione per così dire “classica”, riprendendo difatti la sceneggiatura che per motivi di budget non era stata realizzata nel 1995, il 26’, My pure heart for you, sfocia in larga parte in quello sperimentalismo post-moderno che era stato causa di amore e odio del grande pubblico nei confronti del regista Anno Hideaki.
I due film sono venduti separatamente, ciascuno in un’edizione monodisco a doppio strato. Le copertine sono quelle ufficiali della Manga Video detentrice dei diritti di distribuzione in occidente. L’edizione è pensata per la Germania oltre che per il nostro paese e questo spiega la presenza della lingua tedesca, che assieme all’italiano è disponibile sia in Dolby 5.1 che in DTS. Le quattro tracce sono di buona fattura, non presentando rumori o fruscii di alcun tipo ma in quelle italiane le voci paiono, in alcune scene, leggermente ovattate. E’ presente ovviamente anche la traccia originale giapponese, leggermente più piatta nell’acustica dei rumori ambientali trattandosi infatti di una più semplice stereofonia.
La qualità video si attesta su buoni livelli (sicuramente superiore ad altre edizioni europee visionate) con un giusto contrasto dei colori. Non si segnalano pixellamenti e artefatti degni di nota fatta eccezione per un leggero effetto di flickering che rende frastagliati alcuni contorni nelle scene più movimentate: un particolare ravvisabile però soltanto ad una visione ad alta definizione e la cui causa è facilmente riconducibile, ancora una volta, al processo di transcodifica da NTSC a PAL.
I menu sono realizzati in grafica 3D e simulano i corridoi del Quartiere Generale della NERV, al cui interno lo spettatore si sposta ciccando sui vari bottoni, il tutto sulle notte del Kanon di Johann Rachelbel (uno dei temi di Death). Non molto abbondanti gli extra, forse per l’effettiva mancanza di interviste o making of, che si compongono di alcuni trailer (singolare quello di The End filmato nelle strade di Tokyo) e della Evangelion Encyclopedia, un glossario sui principali termini e nomi facenti parte dell’universo di Eva, compendio già conosciuto ai fan più sfegatati con il nome di Red Cross Book.
Traduzione e adattamento sono stati eseguiti con indiscutibile perizia. Il cast delle ottime (e scommettiamo assai costose) voci è rimasto praticamente inalterato rispetto alla serie Tv, distribuita dalla allora Dynamic Italia. Da segnalare un piccolo errore di doppiaggio: il cognome della bionda Ritsuko, “Akagi”, è pronunciato con la “g” di “gioco”, la stessa cosa che accadde tempo addietro con il “Sakuragi” di Slam Dunk, edito in Italia da Yamato Video.
Un po’ lacunosi i sottotitoli: la temporizzazione è stata probabilmente eseguita sull’audio italiano e questo comporta alcune lievi imprecisioni di sincrono con l’originale giapponese, inoltre i periodi delle frasi sono spesso spezzati in punti poco opportuni.
Si segnalano infine alcuni refusi nella traslitterazione dei nomi giapponesi durante i credits finali di The end, errori imputabili al master originale della Manga Video (i credits sono infatti in inglese) e su cui la Panini non ha potuto evidentemente far nulla.
Due DVD che, scommettiamo, non mancheranno nelle videoteche dei fan dell’animazione giapponese. Superfluo consigliarne l’acquisto dopo aver prima visionato l’intera serie.
(Ivan Enrico, 03/11/05)

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