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NOCTURNO DOSSIER: FEMMINE IN GABBIA!!!

Categoria: - momotaro, 12 Apr 2010 @ 17:33

FEMMINE IN GABBIA

GUIDA AL PRISON MOVIE FEMMINILE


Nel numero di aprile, Nocturno dedica il tradizionale dossier al women in prison. Femmine in gabbia: guida al prison movie femminile (a cura di Manlio Gomarasca e Davide Pulici), un percorso attraverso le sorti di un genere che ha attecchito ed è prosperato in ogni cinematografia. Una particolare attenzione è rivolta ai wip italiani, film che, pur nell’uniformità della materia, riescono ad essere molto diversi tra loro e a rappresentare al meglio tutte le possibili mutazioni rispetto al tema.

«I wip, women in prison, non sono, indiscriminatamente, tutte le pellicole che mettono in scena prigioni femminili. Nessuno si sognerebbe di definire Nella città l’inferno, di Roenato Castellani con Anna Magnani e Giulietta Masina, un wip… Il wip è tale soltanto se è cinema bis. O è bis o non è women in prison, ma altro, che possiamo convenire di definire in qualsiasi altro modo. Ciò premesso e siccome da qualche parte bisogna sempre pur partire, fissiamo nel 1950, in una pellicola americana di John Cromwell, Caged, il primo focolaio di un vero wip… Un vero women in prison, in fondo, è sempre stato poco più che una versione in movimento delle foto fetish in cui Betty Page veniva immobilizzata e palpata dalla Mistress di turno. Si titillava quell’immaginario voyeuristico, che contempera prevaricazione, sadismo e lesbismo…» (estratto dal numero 92 di Nocturno)

Il dossier si apre con Introduzione: l’inferno delle donne, un percorso tra film di diversi paesi in cui si affrontano gli aspetti che maggiormente hanno caratterizzato il genere dagli anni cinquanta fino a oggi e si sottolinea come spesso il confine con l’hard fosse sottile. Segue una sezione dedicata a diverse schede di approfondimento dei film più interessanti del wip italiano. 99 Donne: un carcerario d’autore firmato Jess Franco che è già al di là di ogni possibile evoluzione del genere. Io, monaca per tre carogne e sette peccatrici: movimentato, violento, colorato e imprevedibile, un wip avventuroso, pulp prima del pulp. Diario segreto da un carcere femminile: Sesso e nudità unite a un intrigo poliziesco. Rino Di Silvestro crea uno schema che diventerà canonico. Prigione di donne: Brunello Rondi attratto dal genere subordina pulsioni d’autore al richiamo del bis. Le Prigioniere del sesso: una particolare attenzione a due wip di Mulargia, Orinoco e Femmine infernali, considerati i migliori rappresentanti del genere. Brutte sporche e cattive: due film gemelli, Detenute violente e Perverse oltre le sbarre, sono gli esempi più infami del wip all’italiana. Violente dietro le sbarre: le prigioni femminili secondo Bruno Mattei e Claudio Fracasso, tra Italia e Filippine. Femmine in fuga: un wip che spinge su erotico e azione firmato da Michele Massimo Tarantini, il re della commedia scollacciata all’italiana. Infine Caged Woman: l’ultimo wip italiano.

Un bel bocconcino per cinefili che noi speriamo vivamente citi le icone giapponesi Miki Sugimoto e Reiko Ike con la saga di Norifumi Suzuki!!

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