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L’anti-cinema di Ozu

Categoria: - garysan, 13 Nov 2008 @ 19:13

Kiju Yoshida
L’anti-cinema di Ozu

Traduzione di Hideyuki Doi
(Franco Cesati Editore, 2008)

L’anti-cinema di Ozu di Kiju Yoshida, pubblicato originariamente nel 1998 e tradotto in più lingue (inglese, francese, portoghese, ed ora in italiano), è considerato oggi uno dei testi fondamentali per comprendere il cinema di Yasujirō Ozu (1903-63). L’autore, anche lui regista, conobbe Ozu personalmente, e ricorda due momenti “indimenticabili” in cui il vecchio maestro, e “collega”, gli rivolse queste frasi: «In fin dei conti, i registi sono prostitute dal viso velato, che adescano i clienti da sotto il ponte»; «Il cinema è dramma, mai incidente». Due messaggi piuttosto enigmatici, paradossali e pieni di ironia, come sono in fondo i film di Ozu. Andare contro il cinema per amore del cinema: l’anti-cinema di Ozu è la chiave interpretativa scoperta dopo una lunga meditazione su ciò che Yoshida definisce “ozuesco”, respingendo ogni lettura limitativa basata sulla “nipponicità”. Il libro dimostra il regista Ozu come modello ideale di meta-cinema, ma rappresenta soprattutto una dichiarazione della poetica di Yoshida, come una sorta di confessione intima.

Sull’autore
Yoshida Kijū (alias Yoshida Yoshishige) nasce nel 1933 a Fukui. Si laurea all’Università di Tokyo con una tesi su L’essere e il nulla di Sartre e dal 1955 lavora presso la major S­hōchiku. Esordisce alla regia nel 1960 con Buono a nulla, consolidando la sua fama nel 1962 con Le terme di Akitsu. Fonda nel 1965 la casa indipendente Gendai Eiga-sha, che produce la trilogia del sesso, Una storia scritta d’acqua (1965) / Lago di donna (1966) / Fiamma d’amore (1967); e la trilogia della storia contemporanea del Giappone, Eros + Massacro (1969; Festival di Avignon 1969) / Eroica – Purgatorio (1970) / Legge marziale (1973; Festival di Pesaro 1973). Negli anni Settanta realizza una serie televisiva, Bellezza di bellezza, girando in Francia, Italia, Spagna ed Egitto. Con gli ultimi tre film è invitato al Festival di Cannes: Accordo tra uomini (1986); Cime tempestose – Onimaru (1988; dal romanzo omonimo di Emily Brontë); Donne allo specchio (2002). Nel 2003 a Parigi è premiato come “officier” per l’arte e le lettere, e nel febbraio 2005 vince un premio del Syndicat Français de la Critique de Cinéma (miglior saggio straniero) per il volume Ozu ou l’anti-cinéma. Nello stesso anno viaggia fra cinque città italiane (Milano, Bologna, Firenze, Roma, Torino) con l’attrice Okada Mariko per una serie di incontri e proiezioni di suoi film. Nella primavera del 2008 il Pompidou Centre organizza la prima retrospettiva completa di Yoshida in Francia, nonché un convegno internazionale sul suo cinema.

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