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Un anime a CANNES 2006

Categoria: - garysan, 25 Mag 2006 @ 17:09

Nella sterminata selezione di Marché du Film dell’ancora in corso Festival di Cannes ha fatto capolino l’anteprima di un nuovissimo film d’animazione made in Japan, presentato lunedì 22 marzo alle ore 14:00 al cinema Olympia. Il paragone con l’Innocence di Oshii Mamoru, presente, addirittura in concorso, nell’edizione di due anni fa, sarebbe però completamente fuori luogo. Brave story , un film banale tanto quanto il suo titolo, raccoglie, fa a pezzetti e mischia freneticamente archetipi e stereotipi di tanti decenni di anime e cinema fantasy in generale senza aggiungere nulla (ma proprio nulla) di nuovo al panorama attuale. Stupisce che alla regia di questo giocattole senza arte né parte, digeribile soltanto dagli under-10, sieda un professionista come Chigira Koichi e dispiace che la Gonzo, studio d’animazione del momento, sprechi il grosso delle sue forze in un’opera che, tra frastornanti amuleti magici e donnine-gatto terribilmente kawaii, rifiuta piuttosto palesemente gli insegnamenti degli ultimi dieci anni di animazione televisiva accontentandosi di una buona realizzazione tecnica. Non stupisce invece che l’americana Warner Bros. si sia subito interessata a questo film.
Per maggiori informazioni: http://www.twitchfilm.net/archives/003163.html

4 Commenti a “Un anime a CANNES 2006”

  1. momotaro dice:

    Eh dai!!!!
    Non essere sempre il solito disfattista!!!
    Il film, pur non essendo riuscito, è interessante per gli sviluppi della trama.
    Bambini con genitori che si suicidano, altri che vedono scappare di casa il proprio padre…
    Insomma… per bambini ma con inquietudine ed una certa dosa di delicatezza morale .
    Vero è per le gattine kawaii…

  2. garysan dice:

    Non solo non ha proprio nulla di innovativo ma proprio nulla di interessante. La trama è un mix di motivi ormai logori del genere fantasy senza l’intelligenza e la raffinatezza di un Escaflowne, per intenderci. Non un secondo di stasi, non un’inquadratura che riesce a restare fissa per più di tre secondi, azione e caos a iosa, decine di (inutili) snodi narrativi concentrati in pochi minuti, trama irreale all’ennesima potenza. Siccome l’animazione giapponese Tv degli ultimi dieci anni ha dato spesso e volentieri qualcosa di innovativo, ci si aspetterebbe un maggior sforzo in un anime per il cinema, specie se proiettato a Cannes. Anche Akira era un film frastornante ma almeno lì le esplosioni erano al servizio della trama. Mi è sembrata la risposta giapponese-animata-per bambini ai più squallidi blockbuster americani-live action-per teen ager…. sto esagerando?

  3. momotaro dice:

    Ricorda che questo anime è stato proiettato a Cannes per il “mercato”…
    Cioè deve vendere… non ci metterei troppe cose artistiche in mezzo.
    E poi, caro Gary San, ci dovrebbe essere un extra ormai disponibile con il commento di due
    valenti critici torinesi intervistati a tradimento per la tv di Tokyo proprio a riguardo del film.
    Il film anche per me era TOOOOOO FAST….
    Eh eh eh eh eh eh

  4. garysan dice:

    Devo ammettere che in fondo hai ragione Dav. Era un film-giocattolo e quindi tutto gli è permesso.
    Sarà che vederlo lì a Cannes mi ha fatto uno strano effetto. E poi quella bella intervista dove ho dato proprio il meglio di me… Speriamo che Tv Tokyo abbia il buon gusto di censurare il mio pessimo (anzi, di più) inglese.

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