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FEFF8: paura e piacere, dall’horror day al pinku eiga

Categoria: - lcs, 9 Apr 2006 @ 14:15

7 VOLTE HORROR

Il 27 aprile, infine, sarà la volta del tradizionale e attesissimo Horror Day. Il simbolo stesso, forse, della vocazione autenticamente popolare di Far East Film.

Primissimo domicilio occidentale di The Ring (l’intera trilogia, ricordiamo, fu presentata da Far East nel 2000) o, ancora, di The Grudge, l’Horror Day quest’anno offrirà a tutti gli appassionati 7  nuove pellicole ad alta tensione e un cortometraggio: dal mattino a notte fonda si snoderà una vera e propria maratona panasiatica del brivido, un’inedita mappa geografica - e stilistica - del new horror, capace d’indagare a 360 gradi su tutti i colori del buio: quelli scelti dall’hongkonghese The House, dal coreano Voice, dai filippini Cogon e Aquarium (il corto), dai tailandese Ghost of Valentine eArt of the Devil 2, infine, dal taiwanese The Heirloom.   

È la prima volta che il made in Taiwan approda all’Horror Day, mentre Yuthlert Sippapak e Rico Maria Ilarde, che firmano rispettivamente Ghost of Valentine e Cogon, sono due vecchie conoscenze del festival. Sippapak, in particolare, ha già animato Far East con Killer Tattoo e Bupah Rahtree, e adesso ritorna con una ghost story melodrammatica che mescola orrore, comicità e sentimento (il film è uscito nelle sale di Bangkok il giorno di San Valentino). Sicuramente destinato a lasciare il segno, poi, anche Voice, un horror intenso che propone temi inconsueti come quello dell’omosessualità. Il punto di vista è assolutamente originale: il mondo visto attraverso gli occhi di un fantasma…In occasione dei suoi primi 25 anni, rientra nell’Horror Day anche un classico del cinema di Hong Kong. Prodotto da Jeff Lau, si tratta di The Imp di Dennis Yu che fortemente influenzato dalla New Wave anni Ottanta del cinema di Hong Kong si presenta come horror metropolitano, ambientato in un palazzone infestato dallo spirito di un bambino mai nato.

DALL’HORROR AL PINK

Far East Film se n’era già largamente occupato con un’ampia retrospettiva nel 2002, punta dunque nuovamente i riflettori sul fenomeno pink (tappa cruciale per la formazione dei registi nipponici, i pink rappresentano un vero e proprio “caso” fin dagli anni Sessanta: realizzati a basso costo, a carattere erotico, non smettono di entusiasmare il pubblico e contribuiscono a mantenere in ottima salute l’industria cinematografica giapponese…) con una mini-monografia dedicata al regista Meike Mitsuru, ospite del festival assieme alla protagonista del suo bizzarro The Glamorous Life of Sachiko Hanai, cioèla sensualissima Emi Kuroda.

Definito «uno spassoso sogno erotico per intellettuali», questo pink merita particolare attenzione sia per la durata (90 minuti pieni contro i classici sessanta), sia per la trama decisamente elaborata, sia per la corrosiva e potente satira di fondo (la scena-madre vede un dito del presidente Bush “fare invasione” tra le cosce dell’eroina Sachiko). Per la critica, «un pink che si eleva al di sopra della categoria dei film indecenti per approdare a uno status di classico minore, reparto commedia sexy. Lo troveremo presto nei curriculum di studi sul cinema». Assieme a The Glamorous Life, sarà presentato anche l’ultimo lavoro diMeike Mitsuru intitolato Bittersweet.

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