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Shin’ya Tsukamoto (X due)

Categoria: - momotaro, 3 Mar 2010 @ 11:47

Shinya Tsukamoto: dal cyberpunk al mistero dell’anima - Il libro di Andrea Chimento e Paolo Parachini Edizioni Falsopiano

E’ un piacere poter segnalare questo libro per almeno due ragioni. Innanzitutto l’autore che viene analizzato, ovvero quello Shinya Tsukamoto che ha fatto impazzire i cinefili sin dall’inizio della sua carriera e che ha continuato a tener desta l’attenzione degli appassionati, arrivando a creare anche due “piccole saghe” (la trilogia di Tetsuo e il dittico di Nightmare Detective).

E poi per gli autori, ovvero Andrea Chimento e Paolo Parachini, due giovani e preparatissimi blogger (qui il loro blog di cinema), che potete trovare nella mitica Cinebloggers Connection. Ed è anche per questo che ci fa piacere, da blogger, segnalare il loro libro Shinya Tsukamoto: dal cyberpunk al mistero dell’anima sulle pagine di Cineblog.

Edito da Falsopiano, il volume di Chimento e Parachini dà una visione completa di Tsukamoto, inquadrando innanzitutto il cyberpunk (esiste? è morto? è mai nato?) e sviscerando l’intera filmografia del regista dell’ultimo Tetsuo - The Bullet Man. “Dal cyberpunk al mistero dell’anima” recita infatti il sottotitolo del libro.

Tratto da Cineblog.it

IL CINEMA DI SHIN’YA TSUKAMOTO il libro italiano!!

Categoria: - momotaro, 3 Mar 2010 @ 11:37

A cura di Andrea Fontana, Davide Tarò, Fabio Zanello.
pag 150, Edizioni Il Foglio, Euro 15.
Prefazione di Tom Mes.

Esponente di spicco del cinema indipendente giapponese, Shinya Tsukamoto si è fatto conoscere al pubblico occidentale con il film cult Tetsuo, che ne riassume immediatamente le coordinate stilistiche e poetiche. Figlio del cinema di David Cronenberg e di David Lynch, Tsukamoto ha sviluppato un’idea di cinema fondata sul corpo come metafora fragile dell’essere umano. Attraverso film quali Tokyo Fist, Bullet Ballet, A Snake of June, Vital, e la trilogia su Tetsuo, Tsukamoto ha saputo ragionare in termini efficaci sul ruolo dell’individuo all’interno della società oppressiva contemporanea, sulle relazioni sempre più effimere tra le persone, sul ruolo del sesso nella gestione della propria esistenza, tutti temi affrontati all’interno del libro da firme autorevoli quali: Raffaele Meale, Edvige Liotta, Domenico Monetti, Lorenzo Leone, Enrico Carocci, Dario Tomasi, Michele Raga, Enrico Azzano, Matteo Boscarol e Massimiliano Spanu.

Takumi Shibano muore

Categoria: - momotaro, 22 Gen 2010 @ 16:07

Lo scrittore e traduttore Takumi Shibano, considerato il padre della fantascienza giapponese, e’ morto all’eta’ di 83 anni in seguito alle complicazioni di una polmonite. Celebre studioso delle opere di fantascienza internazionale, a cui ha dedicato libri e numerosi articoli, Shibano e’ stato il pioniere del ”fandom” (il mondo degli appassionati) della Sci-Fiction nipponica. E’ stato, infatti, uno degli artefici del grande sviluppo di questo genere di letteratura nel paese del Sol Levante, creando nel 1957 l’influente fanzine ”Uchujin”, il cui ultimo fascicolo, il numero 202, e’ apparso nel 2009. Shibano ha popolato la narrativa di genere giapponese di robot, di stravaganti mostri celesti e di infernali macchine tecnologiche, alimentando con i suoi racconti negli anni Settanta la fiorente industria dei cartoni animati di Tokyo e Kyoto. Agli inizi della carriera Shibano ha pubblicato i suoi romanzi con lo pseudonimo di Kozumi Rei, poi e’ tornato al suo vero nome. Tra i suoi libri spiccano ”Superhuman Plus X” (1969), ”Operazione Moonjet” (1969) e ”Rivolta nella citta’ del Polo Nord” (1977). Shibano ha tradotto circa una sessantina di volumi in giapponese, comprese le opere di Isaac Asimov, Arthur C. Clarke e Larry Niven. L’autore giapponese ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua instancabile attivita’, soprattutto da parte delle associazioni americane di fantascienza. Nel 1962 ideo’ la prima convention nazionale giapponese degli amanti di Sci-Fiction e dal 1968 e’ stato un ospite abituale del Worldcon, la convention internazionale dei fans di fantascienza. (f.m.)

Dal sito Sentieri Selvaggi

Un nuovo film per Nakata Hideo

Categoria: - cinzia, 22 Gen 2010 @ 14:04

Il maestro dell’horror Nakata Hideo (Ringu, Dark Water) dirigerà il thriller The Incite Mill, adattando per lo schermo il bestseller di Honobu Yonezawa.

Dieci persone vengono assunte per un “lavoro” e pagate 1,200 dollari l’ora. I ragazzi saranno intrappolati in un bunker sotterraneo e costretti a giocare un gioco mortale per sette giorni.

Dei dieci protagonisti, otto sono stati scelti dall’agenzia Horipro. Tra questi figurano Tatsuya Fujiwara (Death Note), Haruka Ayase (Happy Flight) e Satomi Ishihara (No Longer Human).

Le riprese inizieranno a marzo.

cinematografo

mark shilling per variety

Future Film Festival 2010

Categoria: - garysan, 21 Gen 2010 @ 11:59


l’Oriente è a Bologna dal 26 al 31 gennaio

La 12° edizione del Future Film Festival, il festival internazionale di cinema d’animazione e nuove tecnologie applicate all’immagine, si svolgerà a Bologna dal 26 al 31 gennaio 2010 presso il Teatro Duse (Via Cartoleria 42) e presso Palazzo Re Enzo (Piazza del Nettuno) e, come da tradizione, dedicherà buona parte della propria programmazione alle nuove produzioni provenienti dall’Asia e in particolare dal Giappone e Hong Kong. Fin dalle sue origini il FFF porta a Bologna il meglio delle produzioni orientali diventando un’occasione unica per vedere opere imperdibili.

Questi i film in anteprima al FFF2010: (more…)

Mostra di Grafica Giapponese a Torino

Categoria: - garysan, 19 Gen 2010 @ 11:12

Dopo la mostra Emakimono, immagini dalla narrativa classica giapponese, tenutasi con grande successo a Mondovì dal 13 al 18 ottobre scorso e che ha presentato magnifici emakimono del periodo Edo, continuano gli eventi legati alle Mostre di Grafica Giapponese: (more…)

Donne dietro la macchina da presa

Categoria: - momotaro, 23 Dic 2009 @ 12:53

Data: 12 gennaio – 16 marzo 2010 proiezioni ore 19.00 Luogo: Istituto Giapponese di Cultura (via A. Gramsci, 74 – 00197 Roma)
Ingresso: Libero
Attrici, sceneggiatrici, registe, ma prima di tutto donne. La rassegna presenta 10 film in versione originale che fotografano paesaggi interiori e esteriori, storie vissute in prima o terza persona, raccontate con lo sguardo attento dell’occhio femminile, sempre pronto a penetrare nel cuore delle cose e nel vissuto delle persone. Il viaggio nel cinema delle donne inizia con Kinuyo Tanaka, prima regista nella storia del cinema giapponese, per proseguire con le opere della documentarista Sumiko Haneda, della pluripremiata Naomi Kawase fino ai recenti lavori di giovani talenti della regia come Naoko Ogigami, Nami Iguchi, e Setsuko Shibuichi, autrice di un interessante film di animazione incentrato sulla seconda guerra mondiale. Tutti i film sono in versione originale giapponese con sottotitoli in inglese, ad eccezione di The Far Road (La lunga strada), sottotitolato in italiano.

martedì 12 gennaio 2010
Love Letters (Koibumi, 1953, 16mm, 98’, sott. inglese © International TV Films) di Kinuyo Tanaka

martedì 19 gennaio 2010
Kamome Diner (Kamome shokudo, 2005, 35mm, 102’, sott. inglese © Nikkatsu) di Naoko Ogigami

martedì 26 gennaio 2010
Megane (Megane, 2007, 35mm, 106’, sott. inglese © Nikkatsu) di Naoko Ogigami

martedì 2 febbraio 2010
The Cat Leaves Home (Inu neko, 2004, 35mm, 94’, sott. inglese © Bitters End) di Nami Iguchi

martedì 9 febbraio 2010
The Far Road/La lunga strada (Toi ippon no michi, 1977, 16mm, 110’, sott. italiano © Hidari Production) di Sachiko Hidari

martedì 16 febbraio 2010
The Cherry Tree with Gray Blossoms
(Usuzumi no sakura, 1976’, 16mm, 42’ , sott. inglese © Jiyu kobo) di Sumiko Haneda

martedì 23 febbraio 2010
Embracing (Ni tsutsumarete,1992, 16mm, 40’ , sott. inglese © Kumie) di Naomi Kawase
Katatsumori (Katatsumori, 1994, 16mm, 40’ , sott. inglese © Kumie) di Naomi Kawase

martedì 9 marzo 2010
The Glass Rabbit (Garasu no usagi, 2005, 35mm, 84’, , sott. inglese © The Glass Rabbit Committee) di Setsuko Shibuichi

martedì 16 marzo 2010
Eternal Breasts (Chibusa yo eien nare, 1955, 35mm, 110’ , sott. inglese ©Nikkatsu) di Kinuyo Tanaka

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martedì 12 gennaio Love Letters
(Koibumi, 1953, 35mm , 98’© International TV Films) di Kinuyo Tanaka

Primo film nella storia della cinematografia giapponese di una regista donna. Adattamento dell’omonimo romanzo di Fumio Niwa, con sceneggiatura scritta da Keisuke Kinoshita, è la storia di Reikichi, un soldato che – tornato in Giappone alla fine della guerra – va in cerca di Michiko, la donna da sempre amata. Michiko, dopo un matrimonio combinato finito prematuramente con la morte del coniuge, vive sola a Tokyo, ma nessuno sa indicargli dove. Nel frattempo un vecchio amico di Reikichi, sapendo che questi prima di partire in guerra lavorava come traduttore, lo esorta ad aiutarlo nell’insolito lavoro di scrivere lettere d’amore in inglese per conto delle ex-amanti giapponesi di funzionari e militari americani ora rientrati negli Stati Uniti. Reikichi accetta la proposta e un giorno, mentre è intento a scrivere lettere nel retrobottega del piccolo ufficio dell’amico, riconosce la voce di Michiko, e subito l’aggredisce accusandola di immoralità, accusa dalla quale la donna cercherà in tutti i modi di difendersi. Argomento più volte prestato al teatro e alla letteratura, la relazione tra donne giapponesi e soldati americani viene rappresentata da Tanaka attraverso un melodramma che sembra invocare indulgenza per il comportamento femminile durante e dopo la seconda guerra mondiale.

martedì 19 gennaio Kamome Diner
(Kamome shokudo, 2005, 35mm ,102’, ©Nikkatsu) di Naoko Ogigami

E’ la storia di Sachie, una donna dal carattere forte e volitivo che decide di aprire un piccolo restaurante giapponese ad Helsinki, in Finlandia. Inizialmente qualche curioso si affaccia alla vetrina per guardare l’interno del locale ma sono in pochi a entrare per assaggiare quello che per Sachie è il cibo dell’anima giapponese, gli onigiri, le tipiche polpette di riso avvolte in alghe e ripiene di salmone, prugne salate o pesce essiccato. Unico frequentatore assiduo è Tommi, un nerd maniaco del cartone animato Gatchaman, ma l’effettiva scarsità di clientela comincia a destare qualche preoccupazione non tanto in Sachie – convinta che prima o poi i finlandesi apprezzeranno i suoi piatti originali – ma tra il personale giapponese che man mano, in modo volontario ed amichevole, ha fornito il proprio aiuto per far decollare il locale. Si comincia a pensare anche a delle piccole strategie commerciali, come adattare gli ingredienti degli onigiri al gusto dei finlandesi… La piccola comunità nipponica di Helsinki, cresciuta spontaneamente attorno allo onigiri-bar“Kamome Diner”, inizia finalmente ad attirare avventori, molti dei quali frequentano il locale per fare due chiacchiere con Sachie e ritrovare serenità.
Probabilmente il primo film giapponese girato in Finlandia, sicuramente uno dei pochi realizzati all’estero, Kamome Diner è stato apprezzato oltre che per i rilassanti scenari finlandesi, anche per il senso di benessere che trasmette.

martedì 26 gennaio Megane
(Megane, 2007, 35mm, 106’, sott. inglese ©Nikkatsu) di Naoko Ogigami
E’ inizio primavera e fa ancora freddo quando Taeko, stanca della vita di città, arriva in una piccola isola del sud del Giappone per ritemprare lo spirito. Nella cittadina non ci sono attrazioni particolari o punti di interesse turistico, ma il luogo – dove vigono strane regole e dove tutti indossano gli occhiali – sembra attirare chi ha bisogno di ritrovarsi e fuggire dalla frenesia cittadina. La semi-deserta locanda Hamada, in cui soggiorna anche Taeko, è il punto di ritrovo di alcuni habitué che giungono ogni anno da diverse parti del Giappone per condividere l’atmosfera e i curiosi riti quotidiani con i quali la gente del posto saluta l’inizio della primavera. Il film, sceneggiato dalla stessa Ogigami, ha ottenuto il Manfred Salzgeber Award al Festival Internazionale del Cinema di Berlino nel 2008 (sezione Panorama) ed è stato nominato per il Grand Jury Prize al Sundance Film Festival. Le attrici Satomi Kobayashi (moglie del regista Mitani Koki) e Masako Motai hanno recitato anche in Kamome Diner, segno di una particolare sintonia artistica con la brillante regista.

martedì 2 febbraio The Cat Leaves Home
(Inu neko, 2004, 35mm, 94’, sott. inglese ©Bitters End) di Nami Iguchi

Protagoniste del film sono due ventenni, Yoko e Suzu, amiche ma rivali in amore, alla ricerca di equilibrio e stabilità emotiva. Un giorno Yoko va a vivere a casa dell’amica Abe, partita per la Cina. Anche Suzu, dopo aver lasciato il fidanzato Furuta, ex-ragazzo di Yoko, si trasferisce nello stesso appartamento. Le due ragazze si conoscono da tempo ma il loro rapporto d’amicizia viaggia su un campo minato per il fatto che si innamorano sempre dello stesso uomo e, di solito, è Suzu a primeggiare. Proprio quando sembrano essere giunte ad un’intesa, la storia si ripete con Suzu che conquista il giovane Mitaka, scatenando la gelosia di Yoko la quale, spinta da antagonismo, finge di aver frequentato Furuta mentre era ancora fidanzato con Suzu; in un reiterato rovesciamento delle parti la falsa confessione di Yoko suscita il risentimento dell’amica-rivale, decisa a questo punto a lasciare l’appartamento. Amicizia e gelosia sono descritte da Iguchi con tono delicato, quasi poetico. Una trama semplice dove i gesti quotidiani, quasi rituali, acquistano importanza per ritrovare quella serenità che alle soglie dell’età adulta è resa instabile dalle incognite del futuro. Premio Speciale della Giuria e Premio FIPRESCI alla XXII edizione del Torino Film Festival (2004).

martedì 9 febbraio The Far Road/La lunga strada
(Toi ippon no michi, 1977, 16mm, 110’, sott. italiano ©Hidari Production) di Sachiko Hidari

The Far Road racconta la dura condizione lavorativa dei ferrovieri provenienti dai ceti bassi della popolazione ed è contraddistinto da un accanito realismo in tipico stile shomingeki; un film che glorifica la battaglia della classe operaia nel difficile passaggio verso la modernizzazione del paese. The Far Road è incentrato sulle battaglie messe in atto nella seconda metà degli anni‘60 da Ichizo Takinoue, un ferroviere addetto alla manutenzione che assiste alla graduale introduzione di macchine in grado di sostituire la forza lavoro degli operai. La sua affiliazione al sindacato in difesa dei lavoratori a rischio di impiego non è ben accetta dall’azienda che per due volte gli nega la promozione in occasione di verifiche. Esortato al pre-pensionamento, sarà la moglie Satoko ad accollarsi il peso della famiglia lavorando a casa per far fronte alle necessità del nucleo domestico. A metà tra un film realistico e un melodramma, la regia di Hidari si mostra ugualmente sensibile alla percezione delle donne quanto a quella della controparte maschile. Se da una parte sottolinea lo stress, il dolore e la perdita di dignità che sperimenta l’uomo costretto a rinunciare al lavoro, non di meno evoca l’identificazione del pubblico con la donna che lavora strenuamente fino all’orlo del collasso. Il ritratto della classe operaia femminile che emerge in The Far Road (1977) è un misto tra interpretazione tradizionale e ideologia femminista. Oltre a firmare la regia interpretare il ruolo di Satoko, Hidari è anche produttrice del film, commissionato dalla Japan National Railways Union per commemorare il 30° anniversario della sua fondazione.

martedì 16 febbraio The Cherry Tree with Gray Blossoms
(Usuzumi no sakura, 1976’, 16mm, 42’ , sott. inglese ©Jiyu kobo) di Sumiko Haneda

Il titolo del documentario fa riferimento a una pianta di ciliegio ultra millenaria, ubicata sulla riva del fiume Neo, da cui prende il nome anche il villaggio che sorge nella Prefettura di Gifu. Il leggendario albero, piantato secondo la tradizione dall’imperatore Keitai (507-531) e designato dal governo“monumento naturale” , diventa il punto di partenza scelto dall’autrice per analizzare l’ambiente naturale e sociale sorto attorno al suo privilegiato punto di osservazione, nonché un saggio interlocutore con cui confrontarsi sui temi della vita e della morte. L’editing e la musica – affidata alla vibrante sonorità della chitarra – contribuiscono a immergersi nel passato, a catturarlo e contenerlo nella solida struttura di un antico stupore naturale, dove la bellezza caduca dei petali di ciliegio in fiore viene tradizionalmente associata alla impermanenza degli esseri viventi.
Autrice anche della sceneggiatura,The Cherry Tree with Gray Blossom è il primo lavoro di Haneda come regista indipendente, cui farà seguito un altro famoso documentario realizzato nel 1982 che ritrae la vita e le tradizioni degli abitanti di un piccolo villaggio di montagna situato sul monte Hayachine, Ode to Mt. Hayachine (Hayachine no Fu).

martedì 23 febbraio Embracing
(Ni tsutsumarete, 1992, 16mm, 40’ , sott. inglese ©Kumie) di Naomi Kawase

Cresciuta con i nonni dopo il divorzio dei genitori, Naomi Kawase con Embracing (Menzione speciale FIPRESCI allo Yamagata International Documentary Film Festival) è andata alla ricerca dei luoghi dell’infanzia, con l’intento di incontrare il padre. “Embracing è stato cercare un padre che non ho mai incontrato. Realizzando il film in effetti ho potuto incontrare mio padre, ma sono certa che quello che ho trovato è qualcos’altro”.

a seguire
Katatsumori (Katatsumori, 1994, 16mm, 40’ , sott. inglese ©Kumie) di Naomi Kawase
“Girando Katatsumori ho capito che i lavoretti di giardinaggio di mia nonna, che è anche la mia mamma affidataria, sono insostituibili e preziosi. Anche dopo il film continuo a fare i conti con questa relazione tra me, mia nonna, i film e gli altri”.
Katatsumori è una parola dai molteplici significati, coniata dalla regista che è anche sceneggiatrice, produttrice, responsabile del suono, della fotografia e dell’editor del cortometraggio. Naomi Kawase si definisce una lumaca che non ha una casa propria. Nonostante desideri una casa come la chiocciola (in giapp. katatsumuri) non conosce il proprio lignaggio. Così finge di averne una e pian piano essa diventa la sua vera dimora. Allo stesso tempo tutte queste sensazioni si affastellano (tsumori) sulle sue spalle (kata). Premio d’Eccellenza alloYamagata International Film Festival nel 1994, il film ha contribuito a consolidare la sua fama di regista in Giappone e all’estero.

martedì 9 marzo The Glass Rabbit
(Garasu no usagi, 2005, 35mm, 84’, sott. inglese ©The Glass Rabbit Committee) di Setsuko Shibuichi

Un lungometraggio che racconta gli orrori della guerra scongiurando il ripetersi di dolorosi conflitti. La regista, Setsuko Shibuichi, così motiva la scelta dell’argomento: “Mio padre, oggi scomparso, è vissuto prima della guerra e non potrebbe parlare della propria vita prescindendo da tale esperienza. Io non l’ho sperimentata in maniera diretta ma il recente invio di truppe giapponesi in Iraq rivela che il Giappone ancora oggi è impegnato in un conflitto. Spesso ascolto racconti di guerra da mia madre, oggi novantaduenne, e rifletto sul fatto che tra un po’ di anni non ci saranno più anziani in grado di raccontare la propria esperienza in prima persona. Esistono bambini ignari del conflitto Giappone-Stati Uniti. Ho pensato così di affidare al film il compito di continuare a raccontare le atrocità della guerra.”

martedì 16 marzo Eternal Breasts
(Chibusa yo eien nare, 1955, 35mm, 110’ , sott. inglese ©Nikkatsu) di Kinuyo Tanaka

Ambientazione: Sapporo e dintorni nei primi anni ‘50.
Fumiko, fallito il suo matrimonio con Shigeru Anzai, torna dalla sua famiglia di origine insieme ai due figli Noboru e Aiko. Partecipando a un reading poetico organizzato per celebrare il ritorno in Giappone del marito di una sua cara amica, Fumiko ha l’opportunità di recitare le sue poesie per le quali riceve complimenti e parole di incoraggiamento. Il suo cammino verso la normalità è messo a dura prova nel momento in cui riceve la comunicazione ufficiale del divorzio da Anzai, che decreta la coabitazione del figlioletto Noboru con il suo ex-marito. Fumiko escogita un piano segreto per riappropriarsi del bambino, ma prima di raggiungere lo scopo si ammala e viene ricoverata in un ospedale di Sapporo. La poesia le darà la forza necessaria per reagire all’infermità, facendo emergere il suo carattere fiero e determinato. Basato su un libro del giornalista Akira Wakatsuki, incentrato sulla vita e le liriche della poetessa Fumiko Nakajo, è uno dei rari esempi nel cinema giapponese di rappresentazione di una donna matura con una forte personalità, messo in scena da una sceneggiatrice, Sumie Tanaka, e da una regista come è appunto Kinuyo Tanaka, della stessa età. Le sceneggiature di Sumie Tanaka realizzate negli anni ‘50 sono note in Giappone per aver evidenziato con efficacia i connotati psicologici del personaggi femminili.

Isabella Lapalorcia
Istituto Giapponese di Cultura
Via A. Gramsci, 74 – 00197 Roma
e-mail: lapalorcia@jfroma.it
www.jfroma.it

ANIME in prima serata su RAI4!!!

Categoria: - momotaro, 21 Dic 2009 @ 14:40

A dicembre, su Rai4, l’animazione giapponese raddoppia e debutta in prima serata con un ciclo di imperdibili lungometraggi in prima visione assoluta. Dal 10 dicembre, ogni giovedì alle 21:10 – a precedere il consueto appuntamento di seconda serata con le serie Sfondamento dei cieli Gurren Lagann (2007) e Code Geass: Lelouch of the Rebellion (2006) – spazio ai film dei maestri contemporanei dell’animēshon.

Ad aprire la rassegna c’è il grande classico del filone cyberpunk Ghost in the Shell (1995), pietra miliare della produzione animata nipponica e, più in generale, della cultura popolare postmoderna. Diretto da Mamoru Oshii – coadiuvato dallo sceneggiatore Kazunori Ito e dal character designer Hiroyuki Okiura – il film porta sul grande schermo l’omonimo, monumentale manga di Masamune Shirow.

Ghost in the Shell è uno dei primi lungometraggi a combinare animazione tradizionale e digitale: una doppia natura che ricalca curiosamente quella del personaggio principale, la donna-cyborg Motoko Kusanagi, agente della ‘Sezione 9’ contro i crimini informatici. Nel futuribile 2029 raccontato dal film, gli innesti meccanici sul corpo umano hanno infatti cancellato ogni linea di demarcazione tra pensiero e tecnologia, biologia ed elettronica.

A fare da sfondo alla vicenda c’è una metropoli brulicante e tentacolare, ricalcata sull’odierna Hong Kong: se il più diretto modello ispiratore di Shirow e Oshii rimane ovviamente Blade Runner (1982), Ghost in the Shell non mancherà di influenzare i successivi sviluppi del genere; basti pensare al celeberrimo codice numerico di Matrix (1999), suggerito, a quanto sembra, dai singolari titoli di testa di questa pellicola.

In Ghost in the Shell 2 - L’attacco dei cyborg (2004) gli stessi autori – il regista Mamoru Oshii e il character designer Hiroyuki Okiura adattano ancora un albo di Shirow – continuano a raccontare l’attività della ‘Sezione 9’, concentrandosi sull’indagine su una ditta produttrice di cyborg.

La vigilia di Natale appuntamento con un recente successo di genere shōjo, l’animazione teen al femminile: La ragazza che saltava nel tempo (2006), avvincente avventura tra fantasia e quotidiano diretta da Mamoru Hosoda. Nel preserale di venerdì 25, alle 18:50, spazio infine allo stile raffinato e visionario di Satoshi Kon, regista della biografia, sospesa tra sogno e realtà, Millennium Actress (2001).

Nella seconda serata del giovedì, ancora in prima visione assoluta, proseguono le avventure di Sfondamento dei cieli Gurren Lagann (2007), splendida declinazione fantasy del classico filone mecha (‘robot’). Lo sceneggiatore Kazuki Nakashima e il regista Hiroyuki Imaishi immaginano un remoto futuro apocalittico, in cui le macchine sono responsabili della decadenza del genere umano e del suo ritorno allo stato primitivo. Il character designer Atsushi Nishigori e il mecha designer Yoh Yoshinari rielaborano la tradizione grafica dello shonen, l’animazione per adolescenti, con il tocco sperimentale tipico del celebre studio GAINAX.

A seguire, spazio come sempre a Code Geass: Lelouch of the Rebellion (2006), eccezionalmente proposta in un doppio appuntamento nelle serate di giovedì 17 e 24 dicembre. La serie di Ichiro Okochi e Goro Taniguchi racconta una futuribile guerra tra Britannia e Giappone in chiave d’intrigo familiare-dinastico, attingendo all’immaginario fantasy europeo – con riferimenti, ad esempio, alle leggende del ciclo bretone. Gli autori si avvalgono di un elegante character design di stile femminile, firmato dal celebre gruppo di disegnatrici CLAMP.

Le puntate di Sfondamento dei cieli Gurren Lagann saranno replicate il sabato mattina, attorno alle 08:00, e la domenica, attorno alle 10:00, in entrambi i casi precedute dalle serie animate giapponesi Aria (2005) e Romeo x Juliet (2007).

ANIME su Dahlia TV !!!

Categoria: - momotaro, 21 Dic 2009 @ 14:28

Dopo il successo della rassegna dedicata al cinema erotico orientale, il canale Dahlia eros offre agli abbonati Dahlia TV due serate ogni settimana dedicate ai Manga; ogni lunedì e mercoledì a partire dal 21 dicembre 09 andranno in onda due nuove serie inedite in Italia: Gantz e Speedgrapher.

GANTZ è una serie per adulti in ventisei episodi per la regia di Ichiro Itano che trascina lo spettatore in un viaggio incosciente tra la vita e la morte e tra il sogno e la realtà.
I protagonisti di questa avvincente storia sono bloccati in una stanza piena di persone apparentemente morte, nel centro di questo spazio si trova un globo metallico che consegna armi e ordina di uccidere: perchè uccidere uomini già morti?
Gantz è una serie culto in Giappone, che Dahlia eros manda in onda in versione integrale, senza censure riguardo le scene di nudo e di violenza, un viaggio per gli spettatori in un incubo dal quale sembra impossibile svegliarsi.

SPEEDGRAPHER è una serie per adulti in ventiquattro episodi per la regia di Kunihisa Sugishima che racconta la storia di Saiga, un tempo fotoreporter di guerra, oggi agente segreto incaricato da una sezione speciale della polizia di Shinjuku, Tokyo di infiltrarsi nel misterioso Roppongi Club; una volta entrato nella sede scopre che nel Club si riunisce una setta segreta dedita a riti sessuali ed è proprio mentre assiste ad un sinistro rituale che viene scoperto, ma riesce a fuggire grazie ad un potere extrasensoriale che si risveglia improvvisamente in lui dopo aver avuto un contatto con una misteriosa figura femminile di nome Kagura.
Da quel momento svelare i segreti del Roppongi Club diviene per Saiga una battaglia contro la probabilità e il tempo. Speedgrapher è una delle produzioni più recenti di Studio Gonzo, realizzata sotto la supervisione artistica di Junichi Higashi, è una serie ricca di scene d’azione e colpi di scena; un noir erotico in stile “Eyes wide shut” capace di rispecchiare i deliri della società contemporanea, dalla corruzione politica al sesso estremo.

GANTZ appuntamento sul canale Dahlia eros dal 21 dicembre 2009 ogni lunedì e mercoledì alle ore 23.00 e la domenica in replica a partire dalle ore 23.30.

SPEEDGRAPHER appuntamento sul canale Dahlia eros dal 21 dicembre 2009 ogni lunedì e mercoledì alle ore 22.30 e il sabato in replica a partire dalle ore 23.30.

La messa in onda di queste serie rappresenta solo l’esordio di Dahlia eros nel mondo dei manga, possiamo infatti già annunciare l’anteprima della programmazione di gennaio 2010 che prevede la messa in onda di film d’animazione come “Advancer Tina” e serie come “My My My Consulenze particolari” e “La clinica dell’amore”; mentre sono allo studio nuovi prodotti Hentai, il genere erotico estremo.

Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese

Categoria: - garysan, 15 Dic 2009 @ 12:35

Giovedì 14 gennaio 2010 nella sala esposizioni dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino alle ore 18.00 sarà inaugurata la mostra:
“Dall’ukiyo-e (il mondo fluttuante) all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese.”

Scheda tecnica

Conferenza Stampa, giovedì 14 gennaio alle ore 11.00 nel Salone d’Onore dell’Accademia Albertina
Inaugurazione, giovedì 14 gennaio 2010 alle ore 18.00 nella sala esposizioni dell’Accademia Albertina
Chiusura mostra, domenica 14 febbraio 2010
Orari di apertura, tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 18.00
Ingresso libero
Curatori: Murasaki Fujisawa , Akane Fujisawa, Massimo Soumaré, Davide Mana, Raffaele Mondazzi Consulente per l’allestimento: Gianfranco Torri
Direttore Accademia di Belle Arti: Guido Curto

Per la prima volta in Europa alcuni importanti artisti di grafica contemporanea giapponese si confrontano con gli autori classici che hanno operato nel periodo d’oro dell’arte nipponica, dall’inizio del ‘700 all’apertura del paese all’Occidente nel 1868.
Ciò che unisce il mondo classico e quello contemporaneo è l’alta qualità dell’opera grafica; si utilizzano le stesse simbologie e temi letterari. Inoltre gli artisti giapponesi contemporanei colgono la cura dei dettagli, l’eleganza delle soluzioni, la raffinata scelta di colori dei maestri antichi, influenzando talvolta la produzione artistica occidentale.
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