Impressioni su ICHI THE KILLER
殺し屋1 (Koroshiya Ichi)
Ichi l'assassino
Ichi the Killer
Cinema
Regia: Miike Takashi;
Soggetto: da un manga di Yamamoto Hideo;
Sceneggiatura: Satō Sakichi;
Fotografia (col.): Yamamoto Hideo;
Luci: Ono Akira;
Scenografia: Sasaki Takashi, Ozeki Tatsuo;
Costumi: Kitamura Michiko;
Suono: Obara Yoshiya;
Montaggio: Shimamura Yasushi;
Effetti speciali (C.G.): Saka Misako;
Musica: Karera Musication;
Interpreti: Asano Tadanobu (Kakihara), Sabu (Kaneko), Alien Sun (Karen), Tsukamoto Shin'ya (Jijii), Ōmori Nao (Ichi), Terajima Susumu (Suzuki), Sugata Shun (Takayama), Nizuma Satoshi (Inoue), Tezuka Tōru (Fujiwara), Yoshiki Arizono (Nakazawa), Kinoshita Hōkai (protettore di Sailor), Gotō Mai (Sailor), Kobayashi Hiroyuki (Takeshi);
Produzione: Miyazaki Dai, Funatsu Akiko per Omega Project, Omega Micott, EMG, Starmax, Spike, Alpha Group, Excellent Film;
Durata: 128';
Anno: 2001 (22 dicembre).
E'
realmente uno spettacolo vedere qualsiasi film di quello stacanovista
della pellicola che è Miike Takashi , "spettacolo"
nella vera accezione del termine, cioè quella di mostrare al
pubblico, divertirlo, spaventarlo, raccapricciarlo, tenerlo incollato
alla sedia.
Tutto questo è presente in razione doppia in qualsiasi pellicola
firmata Miike, compresa questa: sanguigna, virulenta, sfacciata, iconoclasta,
naif, non "inutile".
Quello che spaventa di più in questo 'Ichi' è l'immanenza
di una microscopica, calpestata, violentata ma ben presente "morale",
i massacri perpetuati dal 'killer n° 1' cioè da un ragazzotto
timido maltrattato in gioventù da bulletti e da prepotenti ed
ora mortale 'psicopatico in autodifesa' non danno così fastidio
in fondo, perché la pellicola trasuda di valori etici, calpestati,
dimenticati, impossibili da realizzare, ma proprio per questo sottolineati
nei loro tratti di utopia.
Ed
allora cosa sarà mai vedere un uomo dividersi letteralmente in
due con tutte le sue relative interiora finite a terra, un primissimo
piano insistito ai limiti della sopportazione dello sperma del nostro
"eroe", di pezzi di corpi ed interiora che volano fuori da
una stanza, di una donna fatta amorevolmente a pezzi, delle "simpatiche" torture del killer biondo (ricordante quella dei ganci di The cell
di Tarsem Sight)?, divertimento, spettacolo appunto, ma non uno spettacolo
per lo spettacolo.
Non "inutile", proprio per l' immensa 'generosità'
di questa pellicola, si smette di vedere il film o perché si
vomita o perché si è soddisfatti, indice entrambi comunque
di una stacanovistica generosità audiovisiva del prodotto, e
poi quel corvaccio che circola per tutto il film non è proprio
inutile: una violenza che si perpetua proprio per sua immutabile natura;
ma non roviniamo questa MAZZATA di film con esegesi critiche che lasciano
il tempo che trovano, piuttosto armiamoci anche noi di una sana lama
incorporata ai piedi e via verso nuove stacanovistiche e "simpatiche" avventure !


